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UAX, l’Ospedale Universitario Rey Juan Carlos e Forus promuovono un programma pionieristico di preabilitazione oncologica

Il programma, al quale partecipano professionisti sanitari (medici e nutrizionisti) insieme a studenti del Master in Prestazioni sportive e prevenzione degli infortuni e a studenti del doppio corso di laurea in Scienze dell’attività fisica e dello sport (CAFYD) e in Fisioterapia dell’UAX, ha già assistito una trentina di pazienti affetti da tumori dell’apparato digerente e ha evidenziato miglioramenti negli indicatori chiave che contribuiscono ad affrontare l’intervento chirurgico con maggiori garanzie di successo.

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Le condizioni generali in cui i pazienti oncologici si presentano all’intervento chirurgico sono sempre più determinanti. Nel caso dell’oncologia digestiva, la preparazione preoperatoria influisce sul recupero, sulle complicanze e sulla qualità della vita. Tuttavia, interventi come l’esercizio fisico rimangono, in molti casi, semplici raccomandazioni generali e non programmi strutturati all’interno del percorso assistenziale.

 

Con l’obiettivo di cambiare questo paradigma, l’Università Alfonso X el Sabio (UAX), insieme all’Ospedale Universitario Rey Juan Carlos e ai centri sportivi Forus, dà un nuovo impulso all’assistenza sanitaria attraverso l’avvio di un programma pionieristico di preabilitazione per pazienti oncologici, per ora limitato all’apparato digerente, che saranno sottoposti a intervento chirurgico e che in futuro sarà esteso ad altri tipi di tumori. Il progetto, attivo da gennaio di quest’anno, nasce con l’obiettivo di affrontare con maggiori garanzie di successo gli interventi chirurgici di questi pazienti.

 

In questo senso, la collaborazione e il coordinamento tra l’Ospedale Universitario Rey Juan Carlos, l’Università Alfonso X el Sabio (UAX) e i centri sportivi Forus sono stati fondamentali per promuovere questo programma di preabilitazione oncologica. Il progetto prevede lo svolgimento strutturato di esercizi supervisionati in un ambiente sicuro, mantiene sempre il coordinamento con l’équipe clinica dell’ospedale – in cui il coinvolgimento del Dipartimento di Continuità Assistenziale dell’ospedale, diretto dalla dott.ssa Carmen Plaza Nohales, è stato fondamentale per consolidare questo modello collaborativo – e ne facilita l’integrazione nel percorso assistenziale, migliorando la qualità della vita del paziente.

 

Inoltre, il progetto acquisisce una dimensione superiore grazie all’aggiunta di una componente formativa e collaborativa. Nell’ambito del modello educativo UAXmakers, gli studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale in Fisioterapia e Scienze dell’Attività Fisica e dello Sport (CAFYD), lavorano insieme a medici, specialisti sanitari e professionisti dell’attività fisica allo sviluppo e al monitoraggio del programma, applicando le evidenze scientifiche in un contesto clinico reale e acquisendo competenze chiave in vista del loro futuro ruolo di professionisti sanitari.

 

Questo nuovo programma si basa sulla prescrizione personalizzata di esercizi di potenziamento muscolare, in linea con le evidenze scientifiche e le raccomandazioni internazionali per i pazienti oncologici. Si inserisce inoltre nella strategia di preabilitazione oncologica sviluppata da oltre due anni nei reparti di Medicina Interna e Geriatria dell’Ospedale Universitario Rey Juan Carlos, dove viene effettuata una valutazione completa del paziente oncologico prima del trattamento, con l’obiettivo di ottimizzarne lo stato clinico e funzionale.

 

Questo approccio multidisciplinare comprende diverse aree fondamentali: ottimizzazione del trattamento medico abituale nei pazienti affetti da più patologie, controllo del dolore, gestione e correzione dell’anemia preoperatoria, sostegno psicologico, supporto nutrizionale personalizzato, con consulenza dietetica e integrazione alimentare quando necessario e, soprattutto, programmi di esercizio fisico adattati alla capacità funzionale del paziente.

 

La preabilitazione oncologica comprende una valutazione morfofunzionale congiunta, effettuata dai medici dell’ospedale di Móstoles Carolina Blas Carracedo, specialista in Medicina Interna, e Miguel Aganzo Yeves, nutrizionista e dottore in Bioscienze Molecolari, che consente di classificare i pazienti in base al loro grado di fragilità e di elaborare un piano personalizzato. In questo senso, l’esercizio fisico costituisce uno degli elementi centrali della preabilitazione, poiché i suoi benefici sono stati dimostrati in molteplici contesti oncologici: miglioramento della tolleranza a trattamenti quali la chemioterapia o la radioterapia, ottimizzazione dello stato funzionale prima dell’intervento chirurgico, migliore recupero post-operatorio e riduzione delle complicanze post-chirurgiche con la conseguente riduzione della degenza ospedaliera.

 

I pazienti, inviati dai dottori Blas e Aganzo, vengono sottoposti a una valutazione funzionale preliminare — che include il test di alzarsi e sedersi in 30 secondi e la misurazione della forza di presa manuale — che consente di valutare il loro stato funzionale e il livello di fragilità. Inoltre, vengono effettuati esami di imaging quali l’ecografia muscolare e la bioimpedanciometria vettoriale (BIVA) per valutare la qualità muscolare e la salute cellulare. Da lì, viene elaborato un piano di allenamento personalizzato, supervisionato da Raúl Notario, direttore dell’Area di Attività Fisica, Fisioterapia e Sport dell’UAX, che coordina insieme al team medico l’intero intervento a cui partecipano gli studenti e i pazienti.

 

«La preabilitazione oncologica ci permette di intervenire prima del trattamento, ottimizzando lo stato clinico, funzionale e nutrizionale del paziente. Non si tratta solo di prepararlo per un intervento chirurgico, ma di migliorare la sua capacità di affrontare l’intero percorso oncologico», ha sottolineato la dott.ssa Carolina Blas. «La preabilitazione inizia con una valutazione integrale del paziente oncologico da parte della Medicina Interna, affrontando tutte le sue patologie con un approccio olistico. Ciò consente di ottimizzare la sua situazione clinica, adeguare il trattamento e selezionare in modo personalizzato i pazienti candidati al programma», ha aggiunto. Da parte sua, il dott. Miguel Aganzo sottolinea che «nel paziente oncologico, l’alimentazione e l’esercizio fisico non devono essere considerati separatamente. L’intervento congiunto consente di frenare la perdita di massa muscolare, migliorare la capacità funzionale e ottimizzare la risposta sia alla chirurgia che ai trattamenti oncologici».

 

I risultati e le valutazioni positive del programma

A due mesi dal suo avvio, 30 pazienti partecipano al programma, dieci dei quali sono già stati sottoposti con successo a intervento chirurgico e gli altri continuano ad allenarsi. Il progetto riceve una valutazione molto positiva sia dal punto di vista clinico che per quanto riguarda l’esperienza del paziente. Nella pratica clinica, è stato osservato che dopo 15–30 giorni di preabilitazione, i pazienti mostrano un miglioramento dei parametri funzionali, come la forza misurata tramite dinamometria e i test di valutazione funzionale.

 

L’impatto del programma comporta anche un miglioramento emotivo, poiché consente ai pazienti di uscire dall’ambiente ospedaliero e di partecipare attivamente al proprio processo di recupero, il che contribuisce in modo significativo al loro benessere psicologico. Parallelamente al progetto sono in corso diverse ricerche, una guidata da Raúl Notario e, dall’altro lato, una sperimentazione clinica randomizzata guidata dal dott. Aganzo, in cui, insieme al , la dott.ssa Blas esplorerà diverse strategie di intervento nutrizionale con analisi dei mediatori chimici e del microbiota intestinale, con l’obiettivo di ridurre il numero e la gravità delle complicanze post-operatorie. Tutto ciò, al fine di dimostrare i miglioramenti ottenuti in vista dell’attuazione di questo stesso programma in altri ospedali della Comunità di Madrid.

 

«L’esercizio fisico smette di essere un semplice consiglio e diventa un trattamento quando vi è coordinamento clinico, valutazione personalizzata e monitoraggio professionale. Per i nostri studenti, inoltre, significa comprendere che la salute si costruisce a partire dalla prevenzione, dall’evidenza scientifica e dal lavoro interdisciplinare», ha sottolineato Raúl Notario, direttore dell’Area di Attività Fisica, Fisioterapia e Sport dell’UAX. Questa esperienza rappresenta un ulteriore passo avanti del progetto «Receta Deportiva», promosso dall’UAX da oltre tre anni nell’ambito della salute cardiovascolare, che ora si estende al contesto ospedaliero e oncologico, e riflette l’impegno del re Juan Carlos nella promozione di stili di vita sani nell’ambito della sua strategia di prevenzione ed educazione alla salute.

 

Una collaborazione educativa, sanitaria e sportiva

In questo programma, Forus apporta la propria esperienza nell’attività fisica orientata alla salute, mettendo a disposizione del progetto le proprie strutture, il proprio team tecnico e un ambiente sicuro e accessibile affinché i pazienti possano svolgere la preparazione fisica pre-operatoria. La sua partecipazione consente di estendere questo sostegno alla comunità, rafforzando l’impegno di Forus nel migliorare il benessere, l’autonomia e la qualità della vita delle persone attraverso abitudini attive e salutari.

 

«Per Forus, partecipare a questo progetto significa promuovere un modello in cui l’attività fisica si integri in modo naturale nel processo di preparazione e recupero dei pazienti. Il nostro obiettivo è accompagnarli in un ambiente accogliente, professionale e motivante che contribuisca a migliorare il loro benessere e ad affrontare l’intervento chirurgico nelle migliori condizioni possibili. Questa collaborazione tra università, ospedale e settore sportivo dimostra che, unendo le nostre competenze, possiamo generare un impatto reale e positivo sulla vita delle persone”, ha sottolineato Ana Ruiz, direttrice della Fondazione Forus.

 

Con questa iniziativa, l’UAX, l’Ospedale Universitario Rey Juan Carlos e Forus rafforzano il loro impegno a favore di un modello sanitario più inclusivo, in cui università, ospedale e settore sportivo collaborano per migliorare l’esperienza e la prognosi del paziente.