Indice dei contenuti
Che cos'è la neuropsicologia educativa?
Specializzazione cerebrale per regioni
Processi di base: le fondamenta
Processi superiori: il pensiero avanzato
Fondamenti della neuropsicologia educativa
L'importanza di individuare le cause reali: funzioni cerebrali da valutare
Neuropsicologia educativa nella scuola primaria
Perché scegliere il Master in Neuropsicologia Educativa dell’UAX?
Che cos’è la neuropsicologia educativa?
Il suo concetto centrale è che tutto ciò che si apprende ha una base neurologica reale, ovvero misurabile nel nostro cervello.
L’apprendimento non è né magia né un processo astratto, ma è un processo complesso risultato di molteplici interazioni tra diverse regioni del cervello che coinvolgono numerose connessioni neurali in aree specifiche. Questo processo viene definito processo cognitivo.
Ciò è possibile grazie alla specializzazione cerebrale per regioni e alla plasticità neuronale.
Specializzazione cerebrale per regioni
Il cervello può essere suddiviso in due regioni: la parte che chiamiamo «corteccia» e quella che chiamiamo «subcorteccia».
Per quanto riguarda la sua funzionalità, la corteccia cerebrale si suddivide a sua volta in «emisfero destro» ed «emisfero sinistro». Sebbene entrambi gli emisferi collaborino, ciascuno ha le proprie specialità:
| Emisfero sinistro | Emisfero destro |
| Linguaggio | Elaborazione visiva |
| Scrittura | Creatività |
Da parte sua, il subcorteccia è coinvolta nei processi legati alla memoria, alle emozioni e al controllo spaziale.
Plasticità cerebrale
In generale, tutto ciò che impariamo si collega a ciò che abbiamo imparato in precedenza, per cui ogni volta che apprendiamo qualcosa di nuovo, il nostro cervello si trasforma, letteralmente.
Questa trasformazione del cervello è denominata plasticità cerebrale e, grazie ad essa, siamo in grado di apprendere dai concetti più teorici fino al puro adattamento all’ambiente.
Come funziona?
Rafforzando le connessioni esistenti in modo che ogni nuovo apprendimento si basi su quello precedente.
Creando nuove connessioni neuronali che fanno sì che le conoscenze acquisite si interconnettano, creando una rete di conoscenze intrecciate.
Quando è più efficace?
Il suo massimo sviluppo si verifica durante l’infanzia e l’adolescenza, ma c’è una buona notizia: funziona per tutta la vita.
Il processo cognitivo e i suoi meccanismi per l’apprendimento
Distingueremo tra due meccanismi per comprendere il processo di conoscenza e, di conseguenza, di apprendimento.
Processi di base: le fondamenta
Si definiscono processi di base gli strumenti fondamentali di cui il cervello ha bisogno per funzionare; essi sono:
Processi legati alla percezione
- Funzione: ricevere e interpretare le informazioni provenienti dall’ambiente esterno attraverso i sensi.
- Importanza: senza una percezione adeguata, non c’è apprendimento. I disturbi della percezione comportano adeguamenti nel processo di insegnamento.
- Impatto: l’incapacità di vedere le lettere su una pagina e di riconoscerle porta a problemi di lettura e scrittura. Ad esempio, nella dislessia.
Processi attentivi
- Funzione: filtrare le informazioni che vale la pena elaborare.
- Tipi: Esistono innumerevoli classificazioni dell’attenzione; in base alla sua costanza, si distinguono:
- Attenzione sostenuta: permette di mantenere la concentrazione per un certo periodo di tempo.
- Attenzione selettiva: permette di dirigere l’attenzione verso ciò su cui il soggetto desidera concentrarsi.
- Impatto: i problemi di attenzione comportano problemi di rendimento. Ad esempio, nel Disturbo da deficit di attenzione e iperattività.
Processi legati alla memoria
Situati nell’ippocampo (subcorteccia) e nella corteccia frontale.
- Funzione: immagazzinare le informazioni ricevute.
- Tipi: la memoria può essere classificata in vari modi. A seconda del «tempo» per cui le informazioni vengono conservate, si può suddividere in:
- Memoria di lavoro: conserva le informazioni temporaneamente. Ad esempio: ricordare la password per un’operazione specifica che si effettua con la banca.
- Memoria a breve termine: conserva le informazioni per un arco di tempo più ampio, che va da pochi minuti a diverse settimane. Ad esempio: i dati molto specifici su un argomento che stiamo studiando.
- Memoria a lungo termine: conserva le informazioni per un periodo di tempo esteso, che va da pochi minuti a tutta la vita. Ad esempio: andare in bicicletta o l’elenco delle preposizioni che hai imparato alle elementari.
- La chiave del processo di memorizzazione è che l’interazione tra queste tre memorie è fondamentale per l’apprendimento.
Processi superiori: il pensiero avanzato
I processi superiori sono gli strumenti avanzati di cui il cervello ha bisogno per funzionare. Sono le abilità di alto livello che consentono di pensare in modo complesso. In neuropsicologia sono denominate Funzioni Esecutive e possono essere suddivise in:
Ragionamento
Consente di:
- Collegare idee e concetti.
- Trarre conclusioni logiche.
Risoluzione dei problemi
Consente di:
- Analizzare situazioni complesse.
- Trovare soluzioni creative a problemi di vario genere.
Pianificazione
- Definire gli obiettivi e organizzare le attività per raggiungerli.
- Anticipare i risultati.
Metacognizione
Si definisce come "pensare sul pensare", ovvero la capacità di riflettere sul proprio apprendimento.
Consente di:
- Identificare i propri punti di forza e di debolezza.
- Sviluppare strategie più efficaci.
- Autoregolare il proprio apprendimento.
- Migliorare continuamente.
Fondamenti di neuropsicologia educativa
È ormai assodato che la scienza che studia l’interrelazione tra i processi di base e quelli superiori sia denominata neuropsicologia educativa o neuropsicologia dell’apprendimento.
Ma non solo: la neuropsicologia educativa va oltre la semplice comprensione del cervello e dell’apprendimento, ponendosi i seguenti obiettivi:
- Individuare le differenze individuali nei processi cognitivi e, di conseguenza, rispondere meglio alla diversità.
- Diagnosticare con precisione eventuali disturbi comportamentali e/o dell’apprendimento, poiché oltre il 60% delle difficoltà di apprendimento è dovuto a specifiche alterazioni neurofunzionali.
- Intervenire in modo personalizzato in base a tali differenze individuali.
- Valutare i risultati di tali interventi per poter così adeguare altre possibili strategie.
Le azioni pedagogiche non mirano più a capire COSA succede allo studente, ma PERCHÉ gli succede. Questo cambiamento di paradigma trasforma:
- L’efficacia degli interventi
- I risultati a lungo termine
- L’esperienza educativa complessiva
- L’autostima dello studente
Il potere di identificare le vere cause: funzioni cerebrali da valutare
La neuropsicologia individua con precisione quali processi cerebrali necessitano di potenziamento.
| Funzione cerebrale | Impatto sull’apprendimento | Disturbi correlati |
| Elaborazione visuo-spaziale | Percezione dello spazio | Difficoltà motorie Difficoltà nella scrittura Dislessia Difficoltà in matematica |
| Attenzione | Concentrazione e attenzione | ADHD TDA Disturabilità |
| Memoria | Memorizzazione e recupero delle informazioni | Difficoltà nella ritenzione delle informazioni |
| Linguaggio | Comunicazione e comprensione | Disturbi del linguaggio |
| Funzioni esecutive | Pianificazione e organizzazione | Problemi di autoregolazione ADHD TND Dislessia |
| Pensiero simbolico | Apprendimento per confronto. Interazione sociale. Comunicazione
| TEA |
ADHD: disturbo da deficit di attenzione e iperattività.
TDA: disturbo da deficit di attenzione.
TND: disturbo negativistico-provocatorio.
TEA: disturbo dello spettro autistico.
Neuropsicologia educativa nella scuola primaria
Le finestre di opportunità: sfruttare la neuroplasticità
La scuola primaria rappresenta il momento ideale per attuare interventi neuropsicologici, poiché il cervello dei bambini possiede una straordinaria capacità di adattamento e cambiamento.
Si definiscono “finestre di opportunità” quelle fasi dello sviluppo del bambino in cui egli mostra una particolare attrazione e un’intensa ricettività verso l’acquisizione di determinate abilità o conoscenze. Sono note anche come “periodi sensibili”.
Questi periodi sono considerati finestre di opportunità perché rappresentano momenti in cui l’apprendimento avviene in modo più facile e naturale, poiché coincidono con i momenti di maggiore plasticità neuronale in quell’ambito specifico.
Pilastri fondamentali per lo sviluppo neurologico
Per conoscere le tappe fondamentali dello sviluppo è necessario effettuare una valutazione completa delle abilità di base:
🧠 Processi neuromotori
- Cosa sono?: Controllo motorio primario e secondario, ovvero l’intenzionalità del movimento e la sua coordinazione.
- Cosa comportano?: Costituiscono la base per il processo di alfabetizzazione e per l’apprendimento per imitazione.
👁️ Capacità visiva
- Che cos’è?: Elaborazione dell’immagine per un input visivo efficiente.
- Cosa comporta?: La sua maturazione è fondamentale per comprendere il mondo che ci circonda e oltre, nonché per avviare il processo di lettura.
👂 Capacità uditiva
- Che cos’è?: Elaborazione del suono finalizzata alla discriminazione e all’elaborazione uditiva
- Cosa comporta?: È essenziale per lo sviluppo del linguaggio.
Programmi di intervento personalizzati: Neuropedagogia
I programmi di intervento personalizzati in neuropedagogia sono piani terapeutici progettati su misura per ogni alunno in base alle sue specifiche esigenze cognitive, senza trascurare le sue esigenze emotive e comportamentali.
Questi programmi mirano a migliorare la qualità del processo di insegnamento-apprendimento, favorendo un adattamento positivo alla realtà scolastica e ottimizzando, per quanto possibile, il rendimento scolastico degli studenti. Ogni programma è specificamente progettato per:
- Stimolare funzioni specifiche: (memoria, attenzione, linguaggio).
- Rispettare i ritmi individuali di apprendimento.
- Valorizzare al massimo i punti di forza esistenti.
- Compensare le debolezze individuate.
Bisogni emotivi: l’impatto sulla convivenza scolastica
La neurobiologia delle relazioni positive trova fondamento nella stessa chimica del cervello. Gli ambienti di apprendimento caratterizzati da sicurezza psicologica stimolano la produzione di neurotrasmettitori legati alla «calma e al legame», come la serotonina e l’ossitocina, mentre gli ambienti di apprendimento in cui prevale la paura provocano un’attivazione del sistema della paura che porta alla produzione di neurotrasmettitori come la noradrenalina, correlati alla produzione di adrenalina e cortisolo anche quando questi non sono necessari.
Diversi studi hanno concluso che i gruppi di lavoro con i migliori risultati sono quelli che mettono in pratica la cosiddetta «parità nella distribuzione dei turni di parola» e la «sensibilità sociale».
Per quanto riguarda l’«equità nella distribuzione dei turni di parola», va sottolineato che, fintantoché tutti avevano l’opportunità di parlare, tutto andava bene, ma se parlava solo una persona o un piccolo gruppo, l’intelligenza collettiva risultava ridotta. Per quanto riguarda l’«elevata sensibilità sociale», i gruppi che funzionano meglio sono quelli in cui i membri riuscivano a intuire come si sentivano gli altri in base al tono di voce, alle espressioni utilizzate e ad altri segnali non verbali.
In psicologia, esiste un termine che racchiude sia questa “equità nella distribuzione dei turni di parola” sia la “sensibilità sociale media”. Si tratta della sicurezza psicologica. Amy Edmondson, docente alla Harvard Business School, la descrive come la convinzione condivisa dai membri di un gruppo che il gruppo sia sicuro quando si tratta di assumersi rischi interpersonali. La sicurezza psicologica sarebbe quindi la sensazione di fiducia nel fatto che il gruppo non metterà in imbarazzo, non respingerà e non punirà nessuno per aver espresso ad alta voce ciò che pensa.
Dal punto di vista della neuropedagogia, l’apprendimento significativo non dipende solo dai contenuti trasmessi, ma anche dal contesto emotivo e sociale in cui avviene. In questo senso, la sicurezza psicologica in classe diventa un pilastro fondamentale per attivare i processi cognitivi più complessi .
Dalla mia esperienza di insegnante, ho constatato che i gruppi con il miglior rendimento scolastico e la maggiore coesione emotiva sono quelli in cui riesco a stabilire questo tipo di legame. Non si tratta solo di insegnare contenuti, ma di creare un ecosistema emotivamente sicuro in cui il cervello degli studenti possa apprendere senza trovarsi in modalità difensiva. Pertanto, la parità nella partecipazione e l’empatia non sono solo valori auspicabili, ma condizioni neurobiologiche necessarie per un apprendimento profondo e duraturo.
Promuovere la sicurezza psicologica in classe permette agli studenti di esprimersi senza paura, potenziando il loro apprendimento. Studiare la neuropedagogia è essenziale per comprendere come le emozioni influenzano i processi cognitivi, ottimizzando così il rendimento scolastico e promuovendo un ambiente educativo più umano, inclusivo ed efficace.
Perché scegliere il Master in Neuropsicologia Educativa dell’UAX?
Questo programma ufficiale è stato progettato per coloro che desiderano guidare la trasformazione del sistema educativo attraverso la scienza del cervello. Il Master in Neuropsicologia Educativa dell’UAX combina l’eccellenza accademica con una visione pratica e innovativa.
Potrai contare su un corpo docente esperto in neuroscienze applicate, lavorerai su casi reali e avrai accesso a tecnologie all’avanguardia nel campo della neuroimmagine educativa. Il tutto in un’esperienza formativa che ti prepara ad affrontare le sfide concrete della classe da una prospettiva neuroscientifica.
Inoltre, è l’unico master ufficiale in Spagna che integra la neuropsicologia e l’educazione in un unico percorso formativo.
La neuropsicologia educativa sta già trasformando il modo in cui insegniamo e apprendiamo.
Diventa uno dei leader che faranno la differenza nei prossimi anni. Fai il passo verso un’istruzione più inclusiva, efficace e umana.
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Fonti:
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